Criminalità
Bande organizzate prendono di mira le aziende agricole svizzere con una serie di furti high-tech di sistemi GPS
Un’ondata di furti sta colpendo l’agricoltura svizzera: bande organizzate rubano in modo mirato sistemi GPS di valore dai trattori, in particolare dai modelli John Deere. Cantoni come Vaud e Berna segnalano un forte aumento dei casi, con danni per centinaia di migliaia di franchi.

Il tranquillo paesaggio agricolo svizzero è scosso da un attacco mirato di organizzazioni criminali internazionali. Non si tratta di ladri occasionali, ma di tecnici altamente qualificati, capaci di smontare sistemi GPS di grande valore con efficienza quasi militare. Nel Canton Vaud, i numeri raccontano una storia inquietante: nel 2026 sono già stati registrati 20 casi, un dato che supera di gran lunga la media annua precedente, compresa tra due e sei episodi. L’obiettivo preferito è quasi esclusivamente la tecnologia John Deere, apprezzata per il suo elevato valore di rivendita e per un design che, purtroppo, ne facilita la rimozione rapida. Mentre gli agricoltori dormono, le bande si infiltrano in stalle e campi e spogliano i trattori di apparecchiature che valgono decine di migliaia di franchi, nel giro di pochi minuti. Questa ondata di saccheggi high-tech è un attacco diretto alla modernizzazione dell’agricoltura svizzera, poiché trasforma da un giorno all’altro strumenti essenziali per l’agricoltura di precisione in una passività. L’audacia dei furti lascia supporre una profonda conoscenza della disposizione delle aziende agricole e dei punti deboli delle apparecchiature, e mantiene il settore agricolo in stato di massima allerta.
I dati rivelano un’escalation impressionante
Le perdite finanziarie che colpiscono l’agricoltura svizzera stanno raggiungendo livelli critici. In Turgovia, una regione in cui fino a quest’anno non era mai stato registrato un reato simile, nel solo 2026 cinque furti hanno causato danni per oltre diverse centinaia di migliaia di franchi. Nel Canton Soletta, invece, in un solo mese sono stati presi di mira quattro trattori John Deere, con danni per decine di migliaia di franchi. Ogni dispositivo rubato raggiunge sul mercato nero un prezzo considerevole, tra CHF 10’000 e CHF 30’000, alimentando un ciclo di furti tanto redditizio quanto dannoso. La polizia bernese riferisce di una serie analoga di episodi negli ultimi due mesi, a indicare che nessuna parte del Paese è al riparo da questa attività criminale itinerante. Non si tratta soltanto delle apparecchiature: è in gioco la stabilità economica di aziende agricole già alle prese con l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’aumento dei costi. Quando un singolo componente costa quanto un’auto di lusso, la sua perdita può fare la differenza tra un raccolto redditizio e il dissesto finanziario per un’azienda agricola familiare svizzera.
Sulle tracce dei collegamenti con l’Europa orientale
È una crisi paneuropea che supera i confini svizzeri, e le tracce conducono direttamente a est. Fedpol ha confermato di collaborare a stretto contatto con Europol per smantellare le reti che dal 2023 saccheggiano aziende agricole in Germania, Gran Bretagna e Francia. La logistica è sofisticata: spesso i dispositivi rubati vengono trasportati oltre confine prima ancora che il furto sia scoperto. Quando i segnali GPS restano attivi, vengono spesso rilevati in Romania e Lituania, dove le apparecchiature sono riciclate e rivendute ad acquirenti ignari o complici. In Francia, la gendarmeria è riuscita a smantellare cellule organizzate provenienti da queste regioni, ma il flusso di merce rubata continua in gran parte senza ostacoli. I criminali sfruttano le frontiere aperte dello spazio Schengen e ricorrono a rotte di contrabbando ben collaudate per trasportare dispositivi elettronici di grande valore. Questa dimensione internazionale complica il lavoro delle forze dell’ordine locali e richiede una condivisione di informazioni transfrontaliera, ora messa a dura prova. Le autorità svizzere non combattono più soltanto i ladri locali, ma un’economia sommersa globalizzata.
Proteggere il futuro dei raccolti svizzeri
Il settore agricolo svizzero si trova ora davanti a un chiaro aut aut: adattarsi o diventare facile preda. La polizia invita gli agricoltori a non limitarsi alle tradizionali serrature delle stalle e ad adottare sistemi di sorveglianza avanzati, tra cui sensori di movimento e geofencing per i macchinari. Tuttavia, le misure di sicurezza aggiungono un ulteriore motivo di preoccupazione a un settore già confrontato con richieste di prestiti d’emergenza e con l’aumento dei prezzi alimentari. Le conseguenze a lungo termine sono gravi: se l’agricoltura high-tech diventa troppo rischiosa o costosa da assicurare, l’efficienza della produzione alimentare svizzera potrebbe ristagnare. Mentre le indagini proseguono, l’attenzione si sposta su produttori come John Deere, chiamati a rafforzare le misure antifurto delle proprie apparecchiature. Per il momento, il messaggio delle autorità è chiaro: la vigilanza è l’unica difesa. Gli agricoltori sono invitati a segnalare immediatamente veicoli o persone sospette, perché ogni minuto è importante per intercettare la merce rubata prima che lasci il territorio svizzero. La battaglia per il cuore della campagna svizzera non si combatte più per la terra, ma per il silicio e il software che la alimentano.