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Swiss Observer

Il nuovo ambasciatore statunitense arriva all’ONU a Ginevra

Todd Steggerda ha assunto l’incarico di ambasciatore degli Stati Uniti presso l’ONU a Ginevra, mentre Washington cerca di promuovere i propri interessi continuando a boicottare il Consiglio dei diritti umani dell’ONU.

AI29 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il nuovo ambasciatore statunitense arriva all’ONU a Ginevra
AISWI swissinfo.ch

Gli Stati Uniti hanno ripristinato una presenza diplomatica di alto livello a Ginevra dopo quasi due anni senza un ambasciatore presso l’ufficio dell’ONU in città. Lunedì 28 settembre 2026, Todd Steggerda ha presentato le proprie credenziali alla direttrice generale dell’ONU a Ginevra, Tatiana Valovaya, facendo il suo ingresso ufficiale in un contesto diplomatico in cui l’assenza di Washington è stata seguita con attenzione.

Steggerda è arrivato a Ginevra una settimana prima. Nei prossimi giorni dovrebbe tenere colloqui bilaterali con rappresentanti di governi e organizzazioni internazionali. La sua nomina assicura a Washington un rappresentante sul posto mentre cerca di orientare i dibattiti nel sistema ginevrino, anche in materia di aiuti umanitari, standard globali e diritto internazionale.

Il momento è significativo per la Svizzera. Ginevra ospita una concentrazione di istituzioni multilaterali, missioni diplomatiche e organizzazioni non governative, e gli Stati Uniti restano uno degli attori più influenti di questa rete. Il ritorno di un ambasciatore può facilitare i contatti quotidiani fra funzionari e interlocutori, anche se permangono importanti divergenze sul ruolo dell’ONU e dei suoi organismi per i diritti umani.

Steggerda ha chiarito di voler spingere le organizzazioni internazionali a rispecchiare più da vicino gli interessi statunitensi. Il suo arrivo segnala quindi un rinnovato impegno, con un preciso obiettivo politico.

Steggerda porta una prospettiva giuridica

Il percorso professionale di Steggerda unisce diritto, aviazione militare e inchieste governative. Prima di assumere l’incarico a Ginevra, ha lavorato come avvocato e ha prestato servizio come pilota militare. Più recentemente, si è occupato di inchieste governative presso un importante studio legale internazionale.

Questa esperienza influenzerà il suo lavoro in una città dove la diplomazia dipende spesso da dettagli tecnici, interpretazioni giuridiche e negoziati prolungati. La missione statunitense dovrà seguire l’attività di numerose agenzie dell’ONU, mantenere i rapporti con le delegazioni nazionali e individuare gli ambiti in cui le priorità americane possono tradursi in risultati concreti.

L’ambasciatore ha definito il proprio compito in termini diretti: le organizzazioni internazionali dovrebbero rispecchiare meglio gli interessi statunitensi. La fonte non precisa quali riforme o richieste politiche intenda portare avanti per prime. I suoi primi incontri bilaterali dovrebbero offrire indicazioni più chiare sulle priorità di Washington e sul grado di accesso che vuole ottenere nell’International Geneva.

Per i funzionari e le istituzioni svizzere, la nomina crea un canale di contatto regolare con l’attuale amministrazione statunitense. Secondo la fonte, la comunità diplomatica ginevrina ha attraversato un periodo di minore coinvolgimento americano. Un ambasciatore residente può ripristinare i normali contatti politici, anche se l’impatto dipenderà da quanto Steggerda farà uso dell’incarico e dalle organizzazioni a cui darà priorità.

Il boicottaggio del Consiglio dei diritti umani continua

Il ritorno degli Stati Uniti a Ginevra non pone fine al boicottaggio di Washington del Consiglio dei diritti umani dell’ONU. Gli Stati Uniti continuano a rifiutare la partecipazione al Consiglio, con sede a Ginevra, e per la prima volta hanno rifiutato di prendere parte all’Esame periodico universale degli altri Paesi svolto dal Consiglio.

Questa decisione pone un limite chiaro al significato della nuova nomina. Steggerda rappresenterà gli Stati Uniti nell’insieme del sistema ONU, ma opererà in una città le cui istituzioni per i diritti umani restano una delle principali fonti di disaccordo fra Washington e la comunità multilaterale.

L’Esame periodico universale esamina la situazione dei diritti umani negli Stati membri dell’ONU. Rinunciando a partecipare all’esame degli altri Paesi, Washington si è sottratta a una delle procedure periodiche del Consiglio. La decisione sarà seguita con attenzione da diplomatici e organizzazioni per i diritti umani a Ginevra, dove le sessioni del Consiglio riuniscono governi e organizzazioni della società civile di tutto il mondo.

La presenza dell’ambasciatore potrebbe comunque consentire agli Stati Uniti di influenzare le discussioni al di fuori dei lavori formali del Consiglio. Offre inoltre alle altre delegazioni un interlocutore statunitense diretto con cui sollevare questioni riguardanti la politica dei diritti umani, le operazioni umanitarie e l’orientamento generale delle organizzazioni internazionali. I rapporti resteranno selettivi e controversi.

Ginevra osserva le prossime mosse di Washington

La rete internazionale di Ginevra comprende 40 istituzioni e organizzazioni, 750 ONG e 185 rappresentanze permanenti. Le dimensioni di questa comunità spiegano perché la nomina abbia ripercussioni che vanno oltre la missione statunitense. Le decisioni prese a Washington incidono su agenzie e sedi diplomatiche centrali per l’economia e il profilo internazionale di Ginevra.

Gli Stati Uniti stanno già monitorando alcuni organismi, fra cui l’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT). Il lavoro dell’UIT sugli standard e sul coordinamento delle telecomunicazioni dà a Washington un interesse diretto nel sistema ginevrino, anche mentre resta lontana dal Consiglio dei diritti umani. Il mandato di Steggerda consisterà nell’individuare gli ambiti in cui la partecipazione americana serve le priorità nazionali e quelli da cui l’amministrazione preferisce tenersi a distanza.

La Svizzera ha un interesse concreto in questa valutazione. Ginevra ospita la sede europea dell’ONU e un ampio ecosistema di organizzazioni internazionali, mentre altre città europee e del Golfo cercano di attirare istituzioni e ONG. Il minore coinvolgimento delle grandi potenze può indebolire il peso politico della città e complicare il lavoro della diplomazia svizzera.

I primi incontri di Steggerda mostreranno se il nuovo incarico porterà a una presenza statunitense duratura oppure a una campagna più circoscritta, concentrata su alcune agenzie. Per l’International Geneva, la differenza sarà importante. L’ambasciatore è arrivato, ma il coinvolgimento di Washington sarà valutato in base alle istituzioni a cui parteciperà, ai negoziati a cui prenderà parte e alle collaborazioni che instaurerà.