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Swiss Observer

Incriminato il giornalista che ha portato alla luce l’affare Vincenz

La procura di Zurigo ha incriminato il giornalista Lukas Hässig per i suoi articoli sulle presunte irregolarità che coinvolgono l’ex direttore di Raiffeisen Pierin Vincenz. Il caso riporta al centro dell’attenzione la libertà di stampa e la tutela della sfera privata nel giornalismo investigativo svizzero.

Incriminato il giornalista che ha portato alla luce l’affare Vincenz
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La procura di Zurigo ha incriminato Lukas Hässig dopo che i suoi articoli hanno contribuito a portare alla luce l’affare Vincenz. Il giornalista economico ha reso nota l’incriminazione in un articolo pubblicato il 15 ottobre su Inside Paradeplatz, la testata per cui ha riferito ampiamente sugli affari societari in Svizzera.

Il caso pone Hässig al crocevia di due interessi giuridici: la tutela della sfera privata e la possibilità per il pubblico di sottoporre a scrutinio figure di spicco del settore finanziario. Nel dicembre 2025 la procura aveva archiviato il procedimento nei suoi confronti. Beat Stocker, ex socio in affari di Vincenz e coimputato nel caso bancario sottostante, ha impugnato la decisione ottenendo ragione.

Hässig aveva contestato il procedimento davanti al Tribunale federale, la massima istanza giudiziaria svizzera, ma non è riuscito a fermare il processo. La procura pubblica di Zurigo ha ora promosso l’accusa, anche se non è ancora stata annunciata una data per l’udienza.

L’incriminazione fa seguito alle perquisizioni dell’abitazione e dell’ufficio di Hässig nel giugno 2025. Stocker sostiene che gli articoli del giornalista abbiano violato la sua sfera privata. L’accusa riporta sotto i riflettori il modo in cui le autorità svizzere trattano le inchieste basate su informazioni societarie e personali sensibili, in particolare quando riguardano una grande banca e alti dirigenti.

Ricostruire il presunto schema bancario

Le accuse al centro dell’affare Vincenz riguardano presunti profitti per milioni di franchi. La procura sostiene che Pierin Vincenz e Beat Stocker abbiano acquisito segretamente partecipazioni in alcune aziende e abbiano poi fatto in modo che fossero acquistate da Raiffeisen o dalla società di carte di credito Aduno.

All’epoca Stocker era direttore generale di Aduno e Vincenz presiedeva il suo consiglio di amministrazione. Vincenz aveva inoltre diretto Raiffeisen, uno dei gruppi bancari più importanti della Svizzera. Le operazioni contestate hanno quindi sollevato interrogativi su conflitti d’interesse, partecipazioni non dichiarate e uso di posizioni societarie per trarne vantaggi personali.

Il caso comprende anche accuse secondo cui spese private, comprese visite a cabaret e locali di striptease, sarebbero state registrate come spese di rappresentanza. Secondo il contesto procedurale riportato nella fonte, entrambi gli uomini negano la propria responsabilità penale. La sentenza definitiva è ancora attesa dalla Corte d’appello di Zurigo.

Il Tribunale distrettuale di Zurigo ha condannato entrambi in primo grado. Ha inflitto a Vincenz una pena detentiva di tre anni e nove mesi, mentre Stocker è stato condannato a quattro anni. La Corte d’appello dovrebbe pronunciarsi l’11 gennaio 2027. Gli articoli di Hässig hanno preceduto il procedimento penale contro i banchieri, motivo per cui il caso del giornalista è seguito con particolare attenzione dalle organizzazioni dei media svizzere.

Mettere alla prova il confine tra sfera privata e interesse pubblico

Una denuncia per violazione della sfera privata ha portato la controversia dagli articoli pubblicati davanti al giudice penale. Il ricorso di Stocker ha ribaltato la precedente decisione della procura zurighese di archiviare il caso contro Hässig. La questione giuridica centrale è se il lavoro del giornalista abbia oltrepassato il limite, configurando un’ingerenza illecita nella vita privata.

I giornalisti svizzeri lavorano regolarmente con documenti riservati, registri aziendali e informazioni sui dirigenti. I rischi giuridici aumentano quando gli articoli contengono dettagli che riguardano sia la condotta societaria sia le spese personali. In questo caso, Stocker afferma che gli articoli di Hässig abbiano violato la sua sfera privata. Dopo che il Tribunale federale ha rifiutato di impedire il procedimento, la procura ha ora deciso di portare il caso a processo.

Le perquisizioni dell’abitazione e dell’ufficio di Hässig nel giugno 2025 hanno aggiunto alla controversia un incisivo atto d’indagine. Le perquisizioni che coinvolgono un giornalista possono avere ripercussioni sulle fonti, sui dossier di lavoro e sul materiale non pubblicato, anche se la fonte non precisa che cosa gli inquirenti abbiano sequestrato né come intendano usare le prove.

Il procedimento metterà alla prova i limiti della protezione svizzera del giornalismo investigativo in un caso di chiaro interesse pubblico. Il tribunale dovrà inoltre esaminare i contenuti specifici e le fonti degli articoli di Hässig, e non soltanto la controversia più ampia che coinvolge Vincenz e Raiffeisen.

Seguire il prossimo banco di prova nelle due aule giudiziarie

Due procedimenti giudiziari si svolgono ora in parallelo: la sentenza d’appello per i banchieri è attesa l’11 gennaio 2027, mentre l’udienza di Hässig non è ancora stata fissata. La Corte d’appello di Zurigo determinerà innanzitutto il destino di Vincenz, Stocker e degli altri imputati nel caso bancario. La sua decisione potrebbe influire sul contesto pubblico e giuridico in cui proseguirà il procedimento contro il giornalista.

Le pene inflitte in primo grado danno la misura più chiara della posta in gioco: tre anni e nove mesi a Vincenz e quattro anni a Stocker. La Corte d’appello riesaminerà le accuse relative a partecipazioni azionarie nascoste, acquisizioni di società e spese che sarebbero state registrate impropriamente come spese di rappresentanza.

Per i media svizzeri, il caso Hässig sarà seguito indipendentemente dalla sentenza sui banchieri. Una condanna potrebbe influire sul modo in cui i giornalisti valutano la pubblicazione di informazioni personali legate a inchieste societarie. Un’assoluzione potrebbe rafforzare l’importanza del giornalismo d’interesse pubblico, anche se le motivazioni del tribunale conterebbero quanto l’esito.

Il prossimo passo immediato è di natura procedurale. La procura di Zurigo dovrà portare il caso del giornalista davanti al giudice, mentre la Corte d’appello prepara la decisione sulle accuse di illeciti finanziari. Fino alla conclusione di entrambi i procedimenti, le conseguenze giuridiche delle rivelazioni di Hässig resteranno irrisolte.