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Swiss Observer

La polizia di Ginevra usa gas lacrimogeni mentre si intensifica la protesta pro-palestinese

Le autorità intervengono dopo che una manifestazione non autorizzata di 800 persone tenta di entrare nella stazione ferroviaria di Ginevra, in un clima di tensione nel polo diplomatico.

La polizia di Ginevra usa gas lacrimogeni mentre si intensifica la protesta pro-palestinese
AISWI swissinfo.ch

Martedì sera la facciata diplomatica di Ginevra si è incrinata, quando la polizia è stata costretta a usare gas lacrimogeni contro una folla sempre più numerosa di manifestanti. Le autorità sono intervenute con decisione dopo che un gruppo di dissidenti ha tentato di fare irruzione nella stazione ferroviaria di Ginevra Cornavin, importante nodo dei trasporti cittadini. Lo scontro segna una brusca escalation delle tensioni e spezza la calma del centro città.

La serata era iniziata con un raduno autorizzato, ma la situazione è rapidamente peggiorata al calare del sole. La portavoce della polizia, Léna Keller, ha confermato che le forze dell’ordine hanno dovuto ricorrere a mezzi chimici per proteggere il perimetro della stazione. Non si è trattato di un confronto pacifico, bensì di una sfida diretta all’ordine pubblico nel cuore della Ginevra internazionale. L’uso dei gas lacrimogeni segnala la linea di tolleranza zero adottata dalle autorità, alle prese con movimenti di piazza sempre più imprevedibili.

Cresce il numero dei manifestanti non autorizzati

I numeri raccontano una rapida escalation fuori controllo. Quella che era iniziata come una manifestazione autorizzata e ordinata di 800 persone si è trasformata in un raduno di massa non autorizzato di quasi 2’000 partecipanti. Questa impennata ha superato ampiamente i limiti inizialmente fissati dagli organizzatori, trasformando una presa di posizione politica programmata in una mobilitazione spontanea e imprevedibile.

Secondo quanto riferito dalla polizia, l’evento autorizzato è stato ufficialmente sciolto dopo un’ora. La folla, tuttavia, invece di disperdersi, è più che raddoppiata. Sono comparsi due sit-in improvvisati, che hanno bloccato arterie importanti, prima che un gruppo più determinato di 600-700 manifestanti si staccasse per marciare verso la stazione. Questo palese disprezzo dei limiti concordati mette in evidenza la natura volatile dell’attuale movimento di protesta, nel quale i responsabili sembrano incapaci, o non disposti, a contenere la spinta della folla.

Si intensifica il violento confronto

Alle 21.15 il confronto ha lasciato il posto alla violenza. A quel punto la folla si era ridotta a un nucleo duro di circa 400 persone, ma la tensione era salita. Quando le linee di polizia hanno retto, impedendo alla folla di entrare nella stazione, la reazione in strada è stata immediata e fisica. I manifestanti hanno lanciato una pioggia di sassi e fuochi d’artificio contro gli agenti, trasformando una protesta politica in una violenta rissa.

La risposta della polizia è stata rapida. Di fronte al lancio di oggetti e ai fuochi d’artificio, gli agenti hanno usato gas lacrimogeni per disperdere gli aggressori. Non sono stati comunicati subito dati sugli arresti, ma la durezza dello scontro è innegabile. Non si è trattato di una semplice marcia, bensì di un attacco alle infrastrutture e al personale di sicurezza. L’uso dei fuochi d’artificio come armi contro la polizia dimostra un pericoloso cambiamento di tattica, dalla contestazione verbale allo scontro fisico.

Si delinea uno scenario sempre più volatile

Non si tratta di un episodio isolato, ma di un allarmante schema di violenza che sta interessando Ginevra. Giovedì scorso scontri analoghi avevano ferito cinque agenti di polizia e portato a un arresto. La frequenza e la violenza di questi confronti sono in aumento, alimentate dalle forti emozioni legate al secondo anniversario degli attacchi del 7 ottobre 2023 e al conflitto in corso in Medio Oriente.

Con il rientro previsto per mercoledì di dieci attivisti svizzeri della flottiglia per Gaza, le autorità sono in stato di massima allerta. Il ripetersi delle violenze suggerisce che Ginevra stia diventando una delle principali piazze in cui le rivendicazioni internazionali si esprimono con la forza. Mentre la città si prepara a possibili nuovi disordini, resta una domanda: le forze dell’ordine locali riusciranno a mantenere l’ordine senza un’ulteriore escalation, o questa è la nuova normalità per la capitale diplomatica?