Ambiente
Siccità e inquinamento mettono sotto pressione l’acqua potabile svizzera
Gli esperti riuniti a un vertice svizzero del settore idrico avvertono che la siccità, l’inquinamento e le crescenti esigenze in materia di qualità stanno mettendo sempre più sotto pressione l’approvvigionamento di acqua potabile del Paese. Al primo EurEau Water Summit in Svizzera sono attesi circa 400 rappresentanti.

Circa 400 specialisti del settore idrico si riuniscono a Zurigo mentre la Svizzera è confrontata con una pressione crescente sulla risorsa che sgorga da quasi ogni rubinetto domestico. Il primo EurEau Water Summit in Svizzera riunisce rappresentanti di organizzazioni attive nell’acqua potabile, nelle acque di scarico e nella protezione delle acque, provenienti dalla Svizzera e dall’estero. L’evento principale è in programma mercoledì.
L’incontro si svolge mentre i cambiamenti climatici modificano la disponibilità di acqua e aumentano la frequenza dei periodi di siccità. Nelle acque sotterranee si rilevano anche sostanze chimiche contaminanti in concentrazioni che pongono maggiori esigenze ai sistemi di approvvigionamento locali. Al contempo, le autorità e le aziende di servizi pubblici sono confrontate con aspettative sempre più elevate sulla qualità dell’acqua e sui costi di manutenzione delle infrastrutture.
La Società svizzera dell’industria del gas e delle acque e la Società svizzera degli esperti in depurazione delle acque e protezione delle acque affermano che questi problemi richiedono una collaborazione oltre i confini nazionali e tra i diversi settori. L’acqua non rispetta i confini amministrativi e l’inquinamento che entra in un bacino imbrifero può interessare comunità molto lontane dalla sua fonte originaria.
La Svizzera dispone di notevoli risorse idriche, ma la loro disponibilità varia a seconda della stagione e del luogo. I bacini imbriferi più piccoli possono subire carenze durante lunghi periodi di siccità, anche quando le riserve nazionali sembrano sufficienti. Questa esposizione regionale conferisce alle discussioni di Zurigo un’importanza pratica immediata.
Proteggere le acque sotterranee prima del trattamento
Circa l’80% dell’acqua potabile svizzera proviene dalle acque sotterranee, secondo il materiale della conferenza. Questa dipendenza fa della protezione delle falde acquifere un compito prioritario per i Comuni, gli agricoltori, l’industria e le autorità ambientali.
Attualmente, circa il 60% dell’acqua potabile può essere fornito senza trattamento o dopo un trattamento semplice. Questo sistema mantiene relativamente contenuti il consumo energetico e i costi d’esercizio, ma presuppone che si impedisca agli inquinanti di raggiungere le riserve sotterranee. Una volta che le sostanze chimiche contaminanti sono penetrate nelle acque sotterranee, eliminarle può richiedere notevoli risorse umane, energia e mezzi finanziari. In alcuni casi, il trattamento può essere del tutto impossibile.
I rischi comprendono le sostanze in tracce e altri inquinanti chimici, che rendono sempre più complesso il lavoro dei fornitori locali di acqua. Le aspettative più elevate in materia di qualità aggiungono un ulteriore livello di pressione. Le aziende di servizi pubblici devono monitorare attentamente le riserve e investire in sistemi di trattamento quando la prevenzione non basta.
Il settore idrico punta quindi sempre più sulla protezione delle fonti. Proteggere le zone di ricarica delle falde, gestire l’uso del suolo attorno ai pozzi e limitare l’inquinamento alla fonte può salvaguardare l’approvvigionamento in modo più efficiente che affidarsi unicamente a costosi impianti di trattamento. Per i Comuni svizzeri, lo stato del terreno sotto campi, boschi e insediamenti è direttamente legato all’affidabilità dell’acqua che arriva al rubinetto.
Creare paesaggi spugna
I paesaggi spugna vengono presentati come una soluzione per rendere la Svizzera più resiliente sia alla siccità sia alle precipitazioni intense. L’approccio mira a trattenere la pioggia nel suolo, nelle zone umide, nelle torbiere, nei boschi, nei fiumi e nei bacini imbriferi più ampi, invece di lasciarla defluire rapidamente.
Una maggiore capacità di trattenere l’acqua può contribuire a ridurre gli effetti della siccità e favorire la ricarica delle falde. Può anche attenuare i picchi di portata, limitare l’erosione e creare o ripristinare habitat. Le stesse misure paesaggistiche possono giovare alle colture agricole, alla salute dei boschi, alla fertilità del suolo, alla biodiversità e allo svago.
È un aspetto importante, perché possono verificarsi carenze d’acqua a livello locale anche in un Paese che, nel complesso, dispone di risorse idriche sufficienti. I periodi di siccità più lunghi mettono particolarmente sotto pressione i bacini imbriferi più piccoli, dove le comunità hanno meno alternative se i pozzi o i corsi d’acqua si indeboliscono. La pioggia trattenuta nel paesaggio può fare da riserva durante i periodi secchi e ridurre la velocità e la forza del deflusso durante le precipitazioni intense.
La proposta non sostituisce le infrastrutture per l’acqua potabile né i controlli contro l’inquinamento. Le affianca, considerando il paesaggio come parte del sistema idrico. Le decisioni di pianificazione concernenti zone umide, boschi, terreni agricoli e insediamenti influiscono quindi sia sulla resilienza ecologica sia sui costi futuri per fornire acqua sicura.
Coordinare gli investimenti nel settore idrico
EurEau riunisce 38 organizzazioni nazionali in 33 Paesi, a conferma della dimensione transfrontaliera dei problemi che interessano i fornitori di acqua. Il vertice di Zurigo offre alle aziende di servizi pubblici e alle autorità svizzere un’occasione per confrontare le risposte alla siccità, all’inquinamento, agli standard di qualità e ai costi delle infrastrutture.
La sfida finanziaria è considerevole anche quando l’approvvigionamento è tecnicamente sicuro. Eliminare le sostanze chimiche contaminanti può richiedere nuove apparecchiature di trattamento, più energia, personale supplementare e un monitoraggio a lungo termine. Anche l’ammodernamento di condotte, impianti di depurazione e sistemi di protezione richiede finanziamenti affidabili da parte delle autorità pubbliche e dei consumatori.
I cambiamenti climatici complicano le decisioni d’investimento. Le aziende di servizi pubblici devono prepararsi a periodi di siccità più lunghi e, al tempo stesso, gestire precipitazioni improvvise ed episodi di inquinamento. Le misure di protezione dei bacini imbriferi possono ridurre i costi futuri di trattamento, ma spesso richiedono il coordinamento tra Comuni, agricoltori, proprietari fondiari e agenzie ambientali.
Per la Svizzera, il dibattito va oltre il settore idrico. La protezione delle acque sotterranee incide sulla pianificazione del territorio, sull’agricoltura, sul consumo energetico e sulle politiche in materia di biodiversità. Le decisioni dei prossimi anni determineranno quanta acqua potabile del Paese potrà continuare a essere fornita senza trattamento o dopo un trattamento semplice. Il vertice inserisce queste scelte in un dibattito europeo più ampio, mentre la loro attuazione resterà in larga misura locale e regionale.