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Swiss Observer

La ripresa della raffineria di Cressier attenua i rischi per l’approvvigionamento di carburante in Svizzera

La raffineria di Cressier ha ripreso le attività, allentando un’imminente strozzatura nell’approvvigionamento di benzina e diesel dopo che le autorità hanno liberato carburante dalle scorte obbligatorie. Le forniture restano vulnerabili perché il basso livello delle acque del Reno continua a limitare i trasporti.

AI22 settembre 2026Il nostro processo editoriale
La ripresa della raffineria di Cressier attenua i rischi per l’approvvigionamento di carburante in Svizzera
AISWI swissinfo.ch

La raffineria di Cressier ha ripreso le attività, eliminando un’immediata criticità nell’approvvigionamento di benzina e diesel in Svizzera. La produzione è ripartita il 21 settembre, dopo che la raffineria era rimasta ferma per circa due settimane. La ripresa consente di nuovo al carburante di transitare attraverso i normali canali di approvvigionamento e, al momento, le autorità non ritengono necessario prelevare ulteriori quantitativi dalle scorte obbligatorie.

La situazione si è distesa dopo un breve periodo in cui la Svizzera ha rischiato una strozzatura nell’approvvigionamento. Il Paese dipende dai prodotti petroliferi importati e da vie di trasporto che possono essere interrotte rapidamente. Il fermo di Cressier ha coinciso con le restrizioni alla navigazione sul Reno, riducendo le possibilità di rifornire le scorte di carburante tramite le normali consegne commerciali.

L’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese ha reagito liberando scorte d’emergenza tra l’8 e il 20 settembre. Queste riserve hanno contribuito a garantire l’accesso a benzina e diesel mentre la raffineria era ferma e il trasporto fluviale restava limitato. L’intervento mostra come è concepito il sistema in caso di interruzione temporanea: i flussi commerciali proseguono dove possibile, mentre le scorte obbligatorie coprono il deficit.

Per gli automobilisti, gli autotrasportatori e le imprese, la preoccupazione immediata si è attenuata. La filiera nel suo complesso resta sotto stretta osservazione.

Le riserve d’emergenza coprono il deficit

Durante l’interruzione, le autorità hanno liberato fino a 60’000 metri cubi di carburante dalle scorte obbligatorie. L’assegnazione d’emergenza comprendeva fino a 30’000 metri cubi di diesel e 30’000 metri cubi di benzina.

L’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese ha dichiarato che il carburante è stato liberato tra l’8 e il 20 settembre, mentre la chiusura della raffineria e le restrizioni alla navigazione sul Reno comportavano il rischio di una strozzatura temporanea nell’approvvigionamento. L’intero quantitativo di benzina è stato prelevato. Secondo le autorità federali, è stato utilizzato anche circa due terzi del diesel liberato.

Queste cifre danno la misura della pressione esercitata sulla rete di approvvigionamento. La domanda di benzina riguarda gli automobilisti privati in tutta la Svizzera, mentre il diesel è essenziale per il trasporto merci, l’edilizia, l’agricoltura e molte flotte aziendali. Anche un’interruzione temporanea può quindi ripercuotersi oltre le stazioni di servizio e incidere sul trasporto delle merci.

I quantitativi prelevati dai depositi non costituiscono un prelievo permanente dalle riserve nazionali. La Svizzera impone che il carburante prelevato venga restituito entro sei mesi. Quest’obbligo aggiungerà un compito per i fornitori, che dovranno ricostituire le scorte commerciali e gestire i vincoli ai trasporti sul Reno. La ripresa di Cressier agevola questo processo, ma non elimina la necessità di gestire attentamente le scorte.

Il basso livello del Reno continua a esporre la filiera

Il basso livello delle acque del Reno continua a limitare la via utilizzata dalla Svizzera per trasportare carburante e altre merci. L’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese ha dichiarato che il livello persistentemente basso limita fortemente la capacità di trasporto, anche dopo la ripresa delle attività della raffineria.

Il Reno è un’importante arteria commerciale per la Svizzera. Quando il livello delle acque scende, le navi devono ridurre il carico per evitare di arenarsi. Gli operatori possono così essere costretti a effettuare più viaggi, con un aumento dei costi di trasporto e ritardi nelle consegne. Per il mercato dei carburanti, l’effetto è particolarmente sensibile perché le raffinerie, gli impianti di stoccaggio e i terminali d’importazione dipendono da una logistica affidabile, non da un’unica fonte di approvvigionamento.

Il fermo di Cressier e le restrizioni sul Reno si sono sovrapposti in un momento difficile. Ciascuna interruzione è più facile da gestire quando l’altro canale funziona normalmente. Insieme, hanno ridotto il margine di manovra dei fornitori e portato al rilascio delle scorte obbligatorie.

La riapertura della raffineria ripristina la capacità di lavorazione nazionale, ma le condizioni del fiume continuano a esporre la filiera a ritardi. Le autorità federali non hanno annunciato la necessità di un nuovo rilascio dalle riserve. La situazione potrebbe cambiare se il livello delle acque restasse basso, le consegne commerciali accumulassero ritardi o un altro impianto subisse un’interruzione.

La Svizzera ricostituisce il suo margine di sicurezza

La Svizzera ha ora un po’ di margine, ma i fornitori devono ancora ricostituire le scorte e fare i conti con una rete di trasporto limitata. La ripresa di Cressier elimina il fermo della raffineria dai rischi immediati. Crea inoltre condizioni più favorevoli per reintegrare il carburante prelevato dalle scorte obbligatorie entro il termine di sei mesi.

L’episodio ha messo in luce l’importanza delle scorte d’emergenza svizzere. Tra l’8 e il 20 settembre, le riserve hanno rifornito il mercato di benzina e diesel quando le consegne regolari erano ostacolate da due vincoli concomitanti. L’intervento ha contribuito a colmare la lacuna senza che, dopo la ripresa delle attività della raffineria, fosse necessario un ulteriore rilascio.

L’attenzione si sposta ora sul Reno. Il livello persistentemente basso delle acque può continuare a ridurre la capacità di navigazione, lasciando vulnerabili i programmi d’importazione anche mentre le attività della raffineria tornano alla normalità. Nelle prossime settimane, distributori di carburante, imprese di trasporto e autorità pubbliche dovranno monitorare attentamente le consegne, i livelli delle scorte e le condizioni del fiume.

Per le economie domestiche, il messaggio immediato è pratico: secondo le autorità, i normali canali di rifornimento funzionano di nuovo e al momento non è necessario prelevare ulteriori quantitativi dalle scorte obbligatorie. Per il sistema nazionale di approvvigionamento, l’episodio ricorda che la resilienza dipende dal funzionamento congiunto di diversi elementi, tra cui raffinazione, stoccaggio e trasporto.