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Swiss Observer

La fondazione per le vittime di Crans-Montana cerca fondi per un recupero a lungo termine

La Fondazione Beloved ha ricevuto circa 70 richieste da parte delle persone colpite dall’incendio di Crans-Montana e afferma di aver bisogno di fondi supplementari per garantire la continuità dei programmi di riabilitazione e reintegrazione. L’articolo esamina il sostegno offerto dalla Svizzera ai sopravvissuti a mesi dalla tragedia.

AI7 settembre 2026Il nostro processo editoriale
La fondazione per le vittime di Crans-Montana cerca fondi per un recupero a lungo termine
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Sono circa 70 le richieste attualmente in esame presso la Fondazione Beloved, creata per sostenere le persone colpite dall’incendio divampato il giorno di Capodanno nel bar Le Constellation a Crans-Montana. Alcune richieste sono state accolte, mentre altre sono ancora al vaglio. Il direttore Christian Cardon ha dichiarato che finora la fondazione non ne ha respinta nessuna e ha già distribuito diverse decine di migliaia di franchi.

Queste cifre mostrano come l’emergenza sia entrata in una fase più lunga di recupero. L’incendio ha causato 41 morti e 115 feriti, lasciando sopravvissuti e familiari con necessità mediche, psicologiche, formative e finanziarie che possono protrarsi ben oltre la fine delle cure ospedaliere. La fondazione è stata istituita nel marzo 2026 su iniziativa del Canton Vallese.

Il suo lavoro si svolge mentre i pazienti svizzeri riprendono la vita quotidiana e l’attenzione pubblica si allontana dalla tragedia. Le richieste comprendono ora quelle di giovani in cerca di formazione professionale, progetti presentati dai genitori delle vittime e aiuti per persone che hanno incontrato difficoltà finanziarie dopo l’incendio. L’organizzazione afferma che si concentrerà sulle lacune nel sostegno esistente, con la riabilitazione e la reintegrazione tra i suoi compiti centrali.

Il sostegno svizzero colma le lacune attorno alla LAVI

Alla fondazione sono stati promessi 24 milioni di franchi, grazie al sostegno dei Cantoni Vallese e Vaud, del Comune di Crans-Montana e di donatori privati. Questi fondi offrono a Beloved una solida base, ma i responsabili affermano che la portata delle necessità emergerà più chiaramente con il passare del tempo.

La presidente della fondazione Doris Leuthard ha dichiarato che il denaro finanzia programmi di riabilitazione pensati per aiutare i pazienti a riprendersi e a reintegrarsi nella società. Questi programmi possono includere cure mediche e psicologiche prolungate, formazione e aiuto per tornare al lavoro o intraprendere una formazione. Le informazioni disponibili non forniscono una ripartizione dei fondi per programma o categoria di beneficiari.

Cardon ha detto che alcuni giovani si sono rivolti alla fondazione per chiedere sostegno alla propria formazione professionale. Anche alcune famiglie hanno presentato progetti, mentre altre persone hanno incontrato difficoltà finanziarie dopo la tragedia. Queste richieste indicano un sistema di sostegno che va oltre gli indennizzi immediati o le cure.

L’approccio della fondazione intende completare il sistema di sostegno esistente in Svizzera. Beloved afferma che non duplicherà le prestazioni previste dalla Legge federale sull’aiuto alle vittime di reati, nota con la sigla tedesca OHG e in francese come LAVI. Interverrà laddove tale sostegno previsto dalla legge non è sufficiente.

Le necessità a lungo termine spingono Beloved a rivolgersi nuovamente ai donatori

La fondazione prevede che il percorso di recupero durerà anni, e questa prospettiva la spinge a chiedere ulteriori fondi. Leuthard ha affermato che le necessità evolveranno e persisteranno nel lungo periodo. Cardon ha collegato direttamente la richiesta alle conseguenze fisiche e psicologiche dell’incendio.

L’appello arriva nonostante Beloved disponga di un budget di 24 milioni di franchi tra donazioni e promesse di contributo. La fondazione non ha fissato un obiettivo per la raccolta di ulteriori fondi, né ha reso noto quanto denaro sia ancora disponibile. Non ha inoltre pubblicato un rendiconto dettagliato degli importi assegnati ai singoli richiedenti.

Queste informazioni sono importanti perché il numero attuale di richieste potrebbe rappresentare solo una prima indicazione della domanda. Alcuni sopravvissuti potrebbero aver bisogno di ulteriore assistenza man mano che prosegue la riabilitazione. Altri potrebbero dover affrontare conseguenze tardive sul piano della formazione, del lavoro, delle finanze familiari o della salute mentale. Le richieste di giovani in cerca di formazione professionale indicano che le conseguenze possono incidere sui progetti di vita, oltre che sul recupero immediato.

I responsabili della fondazione presentano quindi il fondo come uno strumento pluriennale. Il suo ruolo sarà valutato insieme all’aiuto pubblico alle vittime, ai servizi medici e ad altre forme di assistenza, non in sostituzione di queste. Nei prossimi anni si vedrà se la Svizzera saprà mantenere questo coordinamento una volta passata la prima ondata di donazioni e di attenzione pubblica.

La Svizzera si prepara a un recupero pluriennale

La prossima fase si misurerà in termini di ripresa, qualifiche e stabilità delle finanze familiari, non più in base ai primi aiuti d’emergenza. Beloved afferma che le sue priorità sono la formazione, il sostegno psicologico e l’assistenza finanziaria alle famiglie in difficoltà. Questi impegni inseriscono la fondazione in una rete svizzera più ampia, composta da servizi cantonali, istituzioni di aiuto alle vittime, operatori sanitari e donatori privati.

Per il Vallese, la risposta comporta una responsabilità locale. Il Cantone ha avviato la fondazione dopo la tragedia di Crans-Montana ed è uno dei finanziatori pubblici. Anche il Vaud ha promesso un contributo, a conferma dell’impatto più ampio di una tragedia che ha colpito persone anche al di fuori della località turistica. Al loro impegno si sono aggiunti il Comune di Crans-Montana e donatori privati.

Il messaggio di Cardon è che gli attuali 24 milioni di franchi non possono essere considerati una soluzione definitiva. Finora la fondazione non ha respinto nessuna richiesta, ma la procedura è ancora in corso. Mentre i sopravvissuti proseguono le cure, tornano a studiare o ricostruiscono le finanze familiari, le loro necessità potrebbero diventare più complesse e meno visibili.

La raccolta fondi di Beloved manterrà alta l’attenzione sulla disponibilità del sostegno anche dopo che l’emergenza immediata sarà passata. Per la Svizzera, questa vicenda rappresenta una prova concreta di come i sistemi pubblici e la filantropia possano collaborare quando il percorso di recupero si protrae ben oltre il luogo della tragedia.