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Swiss Observer

La Svizzera prevede regole più severe per i social media a tutela dei giovani

La Svizzera intende introdurre regole più severe per le piattaforme dei social media e i motori di ricerca, ampliando l’obbligo di segnalare contenuti potenzialmente illegali e rafforzando la protezione dei giovani. Il governo prevede di presentare il progetto di legge nel giugno 2027.

La Svizzera prevede regole più severe per i social media a tutela dei giovani
AISWI swissinfo.ch

Il Consiglio federale ha fissato il giugno 2027 come obiettivo per il prossimo importante passo della Svizzera in materia di sicurezza online. Il 14 ottobre 2026 il governo ha comunicato che integrerà misure più incisive per la protezione dei giovani nel progetto di legge sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca. La legge si applicherebbe a servizi di grandi dimensioni come Google, Facebook e YouTube, piattaforme che influenzano sempre più il modo in cui le persone trovano informazioni e partecipano al dibattito pubblico.

La proposta obbligherebbe le aziende interessate a esaminare in che modo i loro servizi generano o aggravano rischi per i minorenni. Dovrebbero poi introdurre misure per ridurli. Le grandi piattaforme non potrebbero inoltre più mostrare pubblicità personalizzata a bambini e adolescenti.

Il Consiglio federale affianca queste misure a un sistema più ampio di segnalazione di contenuti sospettati di essere illegali. La procedura prevista riguarderebbe tutti i contenuti che gli utenti o altre persone ritengono possano violare la legge, e non una categoria più ristretta di materiale.

Questa combinazione conferisce alla proposta una portata ampia. Il progetto affronta sia la struttura e gli incentivi commerciali dei servizi online, sia la gestione di post, video e risultati di ricerca potenzialmente illegali. Il governo afferma inoltre che la legislazione dovrebbe rafforzare i diritti degli utenti e imporre maggiore trasparenza ai fornitori. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, noto con la sigla tedesca UVEK, deve preparare il messaggio entro la fine di giugno 2027. Spetterà poi al Parlamento decidere se le misure diventeranno legge.

Imporre alle piattaforme di valutare i rischi per i minorenni

Le regole proposte renderebbero le piattaforme responsabili dell’esame dei rischi che i loro servizi comportano per i minorenni. Finora il Consiglio federale non ha indicato una soglia d’età unica né un elenco dettagliato delle caratteristiche di progettazione vietate. L’approccio dichiarato prevede che le aziende analizzino l’impatto dei loro servizi sui giovani utenti e adottino poi misure per limitare i rischi.

Ciò potrebbe comportare un controllo più rigoroso dei sistemi che determinano ciò che gli utenti vedono, il modo in cui vengono consigliati i contenuti e come viene indirizzata la pubblicità. Il governo afferma che i minorenni devono poter utilizzare Internet in modo più sicuro, mantenendo al contempo il diritto di partecipare al dibattito pubblico. Un equilibrio importante in Svizzera, dove i giovani utilizzano servizi globali che operano oltre i confini nazionali, ma sarebbero soggetti agli obblighi previsti dal diritto svizzero.

La restrizione commerciale più specifica riguarda la pubblicità personalizzata. Alle grandi piattaforme sarebbe vietato utilizzare questa forma di pubblicità nei confronti dei minorenni. La misura riguarderebbe l’uso dei dati dei singoli utenti per personalizzare i messaggi commerciali, anche se il materiale pubblicato finora non precisa come le aziende dovrebbero verificare l’età o applicare concretamente il divieto.

Questi dettagli influenzeranno il dibattito in Parlamento. Qualsiasi sistema per identificare i minorenni solleverà interrogativi in materia di privacy, raccolta dei dati e accesso. Il governo dovrà spiegare come i fornitori possano rispettare le regole senza creare nuovi rischi di sorveglianza per i giovani utenti.

Ampliare le segnalazioni tutelando la libertà d’espressione

Il governo intende includere i contenuti sospettati di essere illegali in una procedura di segnalazione più ampia. Secondo quanto dichiarato dal Consiglio federale, l’estensione prevista si applicherebbe a tutti i contenuti ritenuti illegali. La proposta inciderebbe quindi sul modo in cui utenti, piattaforme e motori di ricerca gestiscono le segnalazioni relative ai materiali diffusi online.

La misura rientra in un più ampio tentativo di rafforzare i diritti degli utenti e aumentare la trasparenza. Il governo sostiene che le piattaforme e i motori di ricerca hanno acquisito influenza perché il pubblico fa sempre più affidamento su di loro per informarsi. Il loro ruolo nel dibattito pubblico giustifica, secondo le autorità, la richiesta di procedure più chiare e di maggiore responsabilità da parte dei fornitori.

Il materiale pubblicato finora non specifica i tempi di risposta, i meccanismi di ricorso o le sanzioni previsti dalle nuove regole di segnalazione. Queste disposizioni saranno importanti. Un sistema che rimuove efficacemente i contenuti illegali deve anche consentire agli utenti di contestare decisioni errate. Le aziende dovranno distinguere i contenuti illegali secondo il diritto svizzero da quelli offensivi, fuorvianti o politicamente controversi, ma leciti.

La distinzione è già al centro della disputa politica. Gli oppositori sostengono che il progetto di legge potrebbe minacciare la libertà d’espressione e la libertà d’informazione. I sostenitori ritengono invece che canali di segnalazione più efficaci siano necessari, dato che un numero ristretto di aziende globali controlla gran parte dell’accesso del pubblico alle notizie, al dibattito e ai contenuti generati dagli utenti. Il messaggio dovrà definire in termini concreti questo confine.

Seguire le divergenze tra i Cantoni

La consultazione ha raccolto 214 risposte e la maggioranza ha sostenuto la proposta del Consiglio federale. La procedura si è svolta da ottobre 2025 a febbraio 2026 e ha evidenziato un sostegno ampio, ma non unanime, tra le autorità politiche e cantonali.

Il Centro, il Partito socialista e i Verdi hanno sostenuto la proposta. L’hanno appoggiata anche 22 Cantoni. I Verdi avevano inoltre chiesto separatamente una protezione più incisiva dei minorenni con mozioni in Parlamento; il Consiglio federale ha dichiarato che le misure ampliate per la protezione dei giovani rispondono a queste richieste.

L’UDC e i Cantoni di Svitto e Turgovia si sono opposti. Le loro obiezioni riguardano i possibili effetti sulla libertà d’espressione e sulla libertà d’informazione. L’opposizione indica che il dibattito parlamentare non verterà soltanto su questioni tecniche relative al rispetto delle regole da parte delle piattaforme. Sarà anche un’occasione per valutare fino a che punto la Svizzera dovrebbe regolamentare i servizi digitali privati che influenzano il dibattito politico.

I dati della consultazione indicano la direzione del dibattito, ma non lo concludono. La fonte non fornisce una ripartizione delle 214 risposte per organizzazione, persona o posizione, né indica quanti partecipanti abbiano sostenuto ciascuna singola misura. Il Parlamento esaminerà quindi nel dettaglio il progetto del governo, senza considerare l’esito della consultazione come un mandato definitivo.

La divisione tra i Cantoni potrebbe essere rilevante in fase di attuazione. La struttura federale svizzera attribuisce ai Cantoni una voce politica diretta, anche quando le aziende regolamentate operano a livello internazionale. Le loro preoccupazioni potrebbero influenzare la formulazione definitiva, il modello di applicazione e le garanzie a tutela della libertà di espressione online nel rispetto della legge.

Prepararsi all’esame parlamentare

L’UVEK deve preparare il messaggio del governo entro la fine di giugno 2027; in seguito il Parlamento deciderà le sorti della proposta. Il calendario lascia all’Amministrazione il tempo necessario per definire gli obblighi tecnici che il Consiglio federale ha delineato in termini generali.

La prossima fase di elaborazione determinerà come le aziende dovranno valutare i rischi per i minorenni, quali misure saranno considerate adeguate per ridurli e quali piattaforme rientreranno nella categoria dei grandi servizi. Occorrerà anche definire il funzionamento della procedura ampliata di segnalazione dei contenuti sospettati di essere illegali. La verifica dell’età, la pubblicità personalizzata, gli obblighi di trasparenza e i ricorsi degli utenti saranno probabilmente esaminati con attenzione, poiché ciascuno di questi ambiti incide sulla privacy, sui modelli commerciali e sui diritti fondamentali.

La posta in gioco politica va oltre bambini e adolescenti. Il governo afferma che le piattaforme e i motori di ricerca sono diventati centrali nel dibattito pubblico, rendendo i loro sistemi di raccomandazione, le pratiche pubblicitarie e le procedure sui contenuti questioni di interesse pubblico. Al contempo, le obiezioni di Svitto, Turgovia e dell’UDC mostrano che i parlamentari esamineranno con attenzione qualsiasi misura che possa incidere sull’accesso a informazioni lecite o al discorso politico.

Per gli utenti in Svizzera, l’annuncio non comporta obblighi immediati né cambiamenti per le piattaforme. Il Consiglio federale ha approvato un orientamento per il progetto, non una legge già in vigore. La decisione finale spetterà al Parlamento e saranno i dettagli contenuti nel messaggio a determinare se le protezioni proposte saranno abbastanza chiare da poter essere applicate, salvaguardando al contempo una partecipazione online legittima.