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Swiss Observer

Un sondaggio elettorale svizzero indica una polarizzazione politica crescente

Un nuovo sondaggio elettorale attribuisce all’Unione democratica di centro, di destra, il 29.9%, superando il suo risultato record del 2015, mentre anche i partiti di sinistra guadagnano terreno. I risultati indicano un centro politico in contrazione in vista delle elezioni federali del 2027.

Un sondaggio elettorale svizzero indica una polarizzazione politica crescente
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L’Unione democratica di centro ha raggiunto il 29.9%, secondo un barometro elettorale di Sotomo pubblicato poco più di un anno prima che la Svizzera elegga il prossimo Consiglio nazionale e il prossimo Consiglio degli Stati, il 24 ottobre 2027. Questa percentuale supererebbe il risultato record del partito, pari al 29.4% nel 2015.

Il sondaggio, commissionato dalla Società svizzera di radiotelevisione, colloca il partito guidato da Marcel Dettling nettamente davanti ai concorrenti. Il suo sostegno è cresciuto di 2 punti percentuali dalle elezioni federali del 2023, il guadagno più forte tra i partiti considerati.

I dati mostrano cambiamenti anche all’altro capo dello spettro politico. Il Partito socialista è salito al 19.3%, il suo miglior risultato previsto dal 2007, mentre i Verdi avanzano più moderatamente. Nel complesso, i due partiti di sinistra migliorerebbero la loro posizione di 1.5 punti percentuali rispetto al 2023.

Questa crescita complessiva mette sotto pressione il centro politico. Il Centro e il Partito liberale radicale, che tradizionalmente hanno fatto da perno al consenso di governo in Svizzera, perdono entrambi consensi. Insieme si attestano al 26%, quattro punti in meno dell’UDC da sola. Il sondaggio rileva le intenzioni di voto a più di un anno dall’apertura delle urne, ma indica già un confronto più serrato tra destra e sinistra.

I partiti di centrodestra perdono terreno

Secondo il sondaggio, i partiti di centrodestra raccoglierebbero insieme il 26%, ma questo totale resta inferiore alla quota prevista per la sola UDC. I dati segnano un periodo difficile per due partiti che spesso hanno contribuito a trovare compromessi nel sistema politico plurilingue svizzero.

Il Partito liberale radicale si attesta al 13.3%, un punto in meno rispetto al 2023. Secondo Sotomo, sarebbe il risultato più debole del partito nella storia delle elezioni al Consiglio nazionale. Rispetto a un sondaggio analogo del 2025, ha tuttavia superato di poco Il Centro.

Il Centro è al 12.6%, con una flessione di 1.5 punti dalle ultime elezioni federali. La sua posizione riflette le difficoltà di un partito che cerca di unire elettori socialmente conservatori, moderati in economia e provenienti da regioni diverse.

Il sistema politico svizzero continua a richiedere la collaborazione tra i partiti. Il Consiglio federale, composto da sette membri, è eletto dal Parlamento e le leggi di rilievo dipendono da alleanze mutevoli, non da una maggioranza di governo unica. Una UDC più forte e una sinistra in crescita potrebbero rendere i negoziati più contesi, soprattutto se il centro avrà meno seggi per mediare gli accordi. Il sondaggio non prevede la ripartizione finale dei seggi, ma registra un netto cambiamento nell’equilibrio del sostegno politico.

I costi sanitari e il clima influenzano le priorità degli elettori

I premi dell’assicurazione malattie sono la principale preoccupazione per il 39% degli intervistati, seguiti dal cambiamento climatico al 36%. Queste priorità mostrano che l’avanzata dell’UDC non può essere spiegata soltanto con il tema della migrazione, pur essendo tradizionalmente uno dei suoi cavalli di battaglia.

Dopo l’estate 2026, segnata dall’ondata di caldo, il cambiamento climatico è tornato in primo piano nel dibattito pubblico. Secondo Michael Hermann, direttore di Sotomo, la quota di intervistati che lo indica come una sfida importante è aumentata di 9 punti percentuali in un anno. Il sondaggio ha inoltre rilevato che il 65% ritiene insufficienti le misure adottate dai politici per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico.

Questo cambiamento non ha però prodotto un aumento paragonabile del sostegno ai Verdi. I loro consensi sono cresciuti solo marginalmente, mentre i Verdi liberali di centro hanno perso terreno. Sotomo ha affermato che la posizione dei partiti ecologisti è «più positiva di quanto sembri a prima vista», perché entrambi si sono stabilizzati dopo un periodo di minore sostegno e hanno mantenuto un profilo ecologista.

I dati evidenziano una distanza tra le preoccupazioni e la scelta del partito. La politica climatica è diventata più visibile tra le priorità degli elettori, ma i partiti a essa più strettamente associati non hanno conquistato una quota proporzionale dell’elettorato. I costi per le economie domestiche e i rischi ambientali influenzano entrambi il contesto elettorale, a più di un anno dal giorno delle elezioni.

I guadagni della sinistra aumentano la pressione sul centro politico

Il Partito socialista è dato al 19.3%, il suo miglior risultato dal 2007, e rafforza la posizione della sinistra accanto all’avanzata dell’UDC. Il risultato suggerisce che gli elettori si orientano verso partiti con profili ideologici più chiari, mentre il sostegno al centro tradizionale si indebolisce.

Il Partito socialista ha guadagnato 1 punto percentuale dal 2023. I Verdi sono avanzati solo leggermente, ma il loro risultato combinato con quello dei socialisti porta la sinistra a guadagnare complessivamente 1.5 punti. La crescita resta modesta, ma modifica gli equilibri delle alleanze parlamentari.

Per il Consiglio nazionale, le elezioni federali svizzere si svolgono con il sistema proporzionale e i seggi sono assegnati nei Cantoni. Il sostegno ai partiti si traduce quindi in modo diverso da una regione all’altra del Paese. I Cantoni più popolosi eleggono più deputati e possono amplificare le tendenze nazionali, mentre quelli più piccoli hanno meno mandati e tradizioni politiche proprie. I dati nazionali del sondaggio non consentono di determinare il risultato in un singolo Cantone.

Indicano però dove la campagna potrebbe essere più combattuta. L’UDC può far valere una quota prevista da record, mentre i socialisti possono sostenere che il loro consenso è in ripresa. Il Centro e il Partito liberale radicale devono affrontare la sfida più ardua: mantenere i propri elettori, che potrebbero considerare più decisiva una scelta diretta tra destra e sinistra rispetto a un compromesso graduale.

I partiti si preparano a una campagna più combattuta nel 2027

Le prossime elezioni federali sono previste per il 24 ottobre 2027, e i partiti hanno quindi più di un anno per trasformare il sostegno rilevato dai sondaggi in voti. Il barometro di Sotomo offre una prima fotografia del panorama politico, non una previsione dei seggi né del risultato finale.

Per l’UDC di Marcel Dettling, l’obiettivo immediato sarà mantenere il sostegno sopra il risultato record del 2015 e continuare a puntare sui suoi temi centrali. La migrazione scende nella lista delle priorità dichiarate dagli elettori, mentre il costo della vita e il cambiamento climatico si contendono spazio nella campagna.

I socialisti partono da una posizione più forte rispetto agli ultimi anni, ma i progressi limitati dei Verdi mostrano che la preoccupazione per il cambiamento climatico non si traduce automaticamente in voti per i partiti ecologisti. Il Centro e il Partito liberale radicale devono difendere il proprio elettorato e continuare a presentare il compromesso come una proposta politicamente rilevante.

La campagna che si avvicina metterà alla prova la tenuta del quadro emerso dal sondaggio: una destra più forte, una sinistra moderatamente in crescita e un centro più ristretto. Le istituzioni svizzere, basate sul consenso, continueranno a richiedere negoziati dopo lo scrutinio. L’equilibrio in Parlamento potrebbe tuttavia dare ai partiti più periferici un maggiore potere d’influenza sui temi che domineranno la prossima legislatura.