sicurezza informatica
Ciberattacco espone i dati di centinaia di persone della SRF
Un ciberattacco alla SSR SRG, la radiotelevisione pubblica svizzera, ha esposto dati di contatto e organizzativi di circa 340 collaboratrici e collaboratori, attuali ed ex, della SRF. Finora non sono stati rilevati abusi.

Circa 340 collaboratrici e collaboratori, attuali ed ex, della SRF sono stati coinvolti in un ciberattacco alla SSR SRG, la radiotelevisione pubblica svizzera e società madre di Swissinfo. Il materiale sottratto comprende nomi, funzioni e recapiti professionali, oltre ad alcuni dati di contatto privati. La SSR SRG ha reso noto l’incidente lunedì 28 settembre 2026.
La violazione riguarda dati che risalgono al 2020. I file interessati concernono principalmente il dipartimento Informazione attuale della SRF, la divisione di lingua tedesca che si occupa di informazione e attualità. Secondo l’azienda, non sembrano essere state coinvolte persone di altre unità della SSR SRG.
L’incidente ha esposto un importante livello dell’infrastruttura redazionale, anche se al momento non vi sono prove che siano stati consultati contenuti giornalistici o dati relativi alle fonti. La SSR SRG ha dichiarato di non aver rilevato indizi del coinvolgimento di password, dati bancari o altri dati finanziari, dati di ricerca o contenuti delle comunicazioni.
L’emittente non ha segnalato abusi né la pubblicazione delle informazioni sottratte. Ha affermato che l’incidente è sotto controllo e che gli investigatori non hanno individuato ulteriori accessi non autorizzati. La comunicazione riporta l’attenzione sulla protezione dei dati del personale, sulla sicurezza dei sistemi dei media pubblici e sui potenziali rischi derivanti dalla conservazione congiunta di recapiti professionali e privati.
Gli investigatori ricostruiscono i dati sottratti
Il nucleo dei dati esposti era costituito da nomi, funzioni e recapiti. La SSR SRG ha dichiarato che i dati comprendevano informazioni di contatto professionali e alcuni recapiti privati. Anche quando password e dati finanziari non sono coinvolti, informazioni di questo tipo possono aiutare a identificare il personale, ricostruire le linee gerarchiche e prendere di mira singole persone con messaggi di phishing convincenti.
L’emittente non ha pubblicato una ricostruzione tecnica completa dell’attacco. Ha dichiarato che i dati appartenevano a collaboratrici e collaboratori, attuali ed ex, della SRF e risalivano al 2020. Il materiale riguardava principalmente il dipartimento Informazione attuale, circoscrivendo la portata nota della violazione ma mettendo anche in evidenza il valore dei dati organizzativi.
La SSR SRG ha affermato che non vi sono prove del coinvolgimento di fonti giornalistiche, dati di ricerca o contenuti delle comunicazioni. La distinzione è importante per un’emittente il cui lavoro giornalistico dipende spesso da contatti confidenziali e inchieste delicate. Al momento, l’azienda non ha collegato l’incidente a una pubblicazione o a un abuso delle informazioni sottratte.
Le informazioni disponibili lasciano inoltre aperte alcune questioni fondamentali: come hanno ottenuto l’accesso gli aggressori, per quanto tempo sono rimasti nei sistemi interessati e se i dati siano stati copiati integralmente. La SSR SRG ha dichiarato che l’indagine chiarirà le cause e la portata dell’attacco.
La SSR SRG disattiva i punti di accesso e sporge denuncia
Dopo aver scoperto l’accesso non autorizzato, la SSR SRG ha adottato misure per contenere la violazione. L’emittente ha disattivato i punti di accesso interessati e introdotto ulteriori misure di sicurezza. Ha inoltre sporto denuncia penale, coinvolgendo le autorità di perseguimento penale svizzere, mentre specialisti tecnici esaminano l’intrusione.
L’azienda ha dichiarato di non aver rilevato prove di ulteriori accessi non autorizzati. La valutazione resta subordinata all’indagine in corso, a cui partecipano sia team interni sia specialisti esterni. Il loro lavoro dovrebbe chiarire come gli aggressori siano entrati nel sistema, a quali dati abbiano avuto accesso e se informazioni siano uscite dal controllo dell’emittente.
La SSR SRG non ha identificato gli aggressori nelle informazioni disponibili. Non ha nemmeno indicato se l’incidente abbia comportato un attacco ransomware, la compromissione di un account o una vulnerabilità di un servizio digitale. Questi elementi saranno determinanti per valutare i rischi per altre organizzazioni mediatiche e istituzioni pubbliche svizzere.
La risposta segue una prassi consolidata per gli incidenti che coinvolgono dati: isolare i sistemi interessati, conservare le prove, rafforzare i controlli di accesso e informare le autorità. Per il personale, la preoccupazione immediata riguarda il possibile uso dei recapiti professionali o privati esposti per tentativi mirati di frode o di impersonificazione. La comunicazione dell’emittente non contiene prove che si siano verificati abusi di questo tipo.
Una violazione circoscritta, con insegnamenti più ampi
Secondo gli accertamenti attuali, la violazione non ha raggiunto il livello di una compromissione dei contenuti redazionali. La SSR SRG ha dichiarato di non aver rilevato indizi del coinvolgimento di password, dati bancari, materiale di ricerca, fonti giornalistiche o contenuti delle comunicazioni. Ha inoltre affermato che non sembrano essere state coinvolte persone di altre unità.
Queste informazioni limitano l’impatto noto, ma non eliminano la necessità di restare vigili. Gli elenchi del personale possono rivelare chi lavora in un determinato ambito, chi dirige un team e come è strutturata un’organizzazione. Questi dettagli possono favorire tentativi mirati di ottenere credenziali o indurre il personale ad aprire link dannosi.
L’incidente illustra inoltre la difficoltà di proteggere i dati delle persone che hanno lasciato l’azienda. I dati esposti comprendono informazioni risalenti al 2020, segno che i dati storici del personale erano ancora presenti nei sistemi oggetto dell’indagine. I periodi di conservazione, i diritti di accesso e la separazione dei dati professionali da quelli privati faranno probabilmente parte dell’analisi dell’emittente.
Per il settore mediatico svizzero, il caso si aggiunge a un quadro più ampio di rischi informatici che riguarda aziende, autorità pubbliche e servizi pubblici. L’indagine della SSR SRG stabilirà se le misure di protezione esistenti abbiano funzionato come previsto e quali cambiamenti siano necessari nell’organizzazione.
L’indagine determinerà i prossimi passi
La fase successiva sarà determinata dall’indagine, non dalla comunicazione iniziale. La SSR SRG sta collaborando con specialisti interni ed esterni per determinare la causa e la portata dell’attacco. L’emittente non ha indicato quando sia iniziata l’intrusione, come gli aggressori abbiano ottenuto l’accesso né se abbiano sottratto tutti i dati interessati.
L’azienda ha dichiarato che al momento non vi sono indizi che i dati sottratti siano stati pubblicati o utilizzati in modo illecito. Ha inoltre riferito che, dopo aver disattivato i punti di accesso interessati e introdotto misure di sicurezza, non sono stati rilevati altri accessi non autorizzati. Questi accertamenti potrebbero cambiare man mano che proseguono le analisi forensi e gli investigatori esaminano i registri di sistema, gli account degli utenti e i dati archiviati.
La denuncia penale attribuisce alle autorità svizzere un ruolo formale nel caso. L’esito potrebbe chiarire se l’attacco fosse diretto specificamente contro la SSR SRG o facesse parte di una campagna più ampia contro organizzazioni in possesso di dati sul personale e sulla propria struttura.
Per le persone coinvolte, i rischi pratici riguardano contatti indesiderati, tentativi di impersonificazione e phishing. Sarà importante che la SSR SRG continui a fornire aggiornamenti, soprattutto se gli investigatori individuassero altre categorie di dati o prove della circolazione delle informazioni. Per ora, quanto reso noto dall’emittente si limita all’esposizione accertata di dati di contatto e organizzativi riguardanti circa 340 persone.