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Roche mette l’intelligenza artificiale al centro della strategia farmaceutica

Roche intende utilizzare l’intelligenza artificiale per accelerare la scoperta e lo sviluppo di farmaci. Entro il 2030, fino a 20 nuove sostanze attive potrebbero arrivare sul mercato.

AI29 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Roche mette l’intelligenza artificiale al centro della strategia farmaceutica
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Roche mette l’intelligenza artificiale al centro di una pipeline che potrebbe portare fino a 20 nuovi farmaci sul mercato entro il 2030. Il gruppo farmaceutico con sede a Basilea ha illustrato la strategia al suo Pharma Day del 28 settembre 2026, presentando l’IA come uno strumento per aumentare il ritmo e la precisione della ricerca e dello sviluppo.

Negli ultimi anni Roche ha lavorato per ritrovare slancio dopo le battute d’arresto nella ricerca e le pressioni sui ricavi causate dalla scadenza di brevetti nel 2022. Teresa Graham, responsabile della divisione farmaceutica, ha dichiarato agli investitori che l’azienda ha ritrovato basi più solide grazie a un programma di sviluppo mirato.

I potenziali benefici sono considerevoli. Roche ha affermato che alcuni candidati potrebbero diventare prodotti di grande successo, tra cui il farmaco contro il cancro al seno giredestrant, con vendite di punta potenziali superiori a 30 miliardi di CHF. Queste cifre dipendono dall’esito positivo degli studi clinici, dall’approvazione delle autorità e dalla diffusione sul mercato.

Per la Svizzera, il cambiamento ha rilevanza anche al di là della sede di Roche a Basilea. L’azienda è uno dei più importanti gruppi industriali di ricerca del Paese. Le decisioni prese nei suoi laboratori e negli uffici della direzione influenzano l’occupazione, gli investimenti e l’accesso alle terapie future. L’IA entra ora in questa pianificazione a lungo termine, accanto alla biologia, alle evidenze cliniche e alla disciplina commerciale.

Roche rende più selettiva la pipeline

Roche afferma di aver portato sei programmi alla fase regolatoria e di averne avviati altri tre nella Fase II dall’ultimo Pharma Day. Graham ha dichiarato che l’azienda ha raggiunto i propri obiettivi in 10 studi rilevanti sul piano regolatorio, offrendo agli investitori un’indicazione dei progressi compiuti verso l’ambizioso traguardo del 2030.

L’azienda ha inoltre reso più rigorosi i criteri con cui decide quali progetti meritano ulteriori investimenti. Alla fine del 2023 Roche ha introdotto un quadro di valutazione chiamato «The Bar». I candidati farmaci devono soddisfare criteri definiti per avanzare nella pipeline. Il processo mira a interrompere presto i programmi deboli e a concentrare le risorse su quelli con prospettive migliori.

Levi Garraway, direttore medico di Roche, ha descritto questo quadro come il principio guida della ricerca e dello sviluppo. Ha affermato che l’azienda ha ridotto il numero di progetti, aumentando al contempo il valore complessivo del portafoglio rimanente.

I risultati comunicati indicano che la strategia sta modificando la composizione della pipeline di Roche. Nel 2025, i progetti arrivati alla Fase III, che prevede test su larga scala prima di un’eventuale approvazione, hanno registrato un tasso di successo del 65%. Secondo Roche, finora nel 2026 il tasso è salito a oltre l’80%. Queste cifre riguardano i risultati dello sviluppo, non garantiscono approvazioni o lanci sul mercato.

L’IA entra in ogni fase della scoperta

Roche vuole integrare l’IA in ogni fase, dalla prima domanda biologica all’ottimizzazione finale di un candidato farmaco. Il piano dell’azienda va oltre l’impiego di software per analizzare singoli insiemi di dati. L’obiettivo è integrare i modelli in tutto il processo di scoperta, dalla comprensione delle malattie alla ricerca dei bersagli farmacologici e alla selezione delle molecole da sottoporre a ulteriori test.

Aviv Regev, responsabile del dipartimento Research and Early Development di Genentech, ha presentato un approccio «Lab-in-the-Loop». I modelli di IA analizzano grandi quantità di dati biologici e chimici, formulano previsioni e orientano gli esperimenti. Gli scienziati verificano poi queste previsioni in laboratorio e i nuovi risultati vengono reintrodotti nei modelli.

Questo ciclo potrebbe aiutare i ricercatori a individuare prima le molecole promettenti e a ridurre il numero di esperimenti senza esito positivo. Potrebbe inoltre favorire decisioni più precise su quali candidati avviare a costosi programmi di sviluppo. L’impatto dipenderà dalla qualità dei dati, dalla progettazione dei modelli e dalla capacità degli scienziati di verificare i risultati.

Regev ha anche definito un limite chiaro. L’IA può migliorare le previsioni e stabilire le priorità degli esperimenti, ma non elimina la necessità di studi clinici sull’essere umano. La strategia di Roche collega quindi i sistemi computazionali al lavoro di laboratorio, agli studi sui pazienti e alle valutazioni delle autorità regolatorie, invece di considerarli un sostituto.

Roche collega l’IA alle pressioni commerciali

La spinta di Roche sulla pipeline arriva mentre l’azienda deve gestire le conseguenze finanziarie della scadenza dei brevetti e delle precedenti battute d’arresto nella ricerca. I prodotti consolidati possono generare ricavi elevati, ma la loro protezione finisce per indebolirsi. I gruppi farmaceutici si trovano così esposti alla concorrenza e devono sostituire i ricavi con nuove terapie.

Queste pressioni aiutano a spiegare l’attenzione di Roche per la rapidità, la selettività e i costi di sviluppo. Garraway ha dichiarato che il processo più rigoroso «The Bar» ha ridotto il numero di progetti, aumentando però il valore del portafoglio rimasto. Roche ha inoltre riferito di tempi di sviluppo più brevi e costi inferiori.

La portata commerciale della strategia è illustrata da giredestrant, un trattamento sperimentale contro il cancro al seno con vendite di punta potenziali superiori a 30 miliardi di CHF. La cifra segnala il valore che Roche attribuisce ai farmaci efficaci nelle aree terapeutiche con un gran numero di pazienti, mettendo al contempo in evidenza i rischi dello sviluppo clinico. Un risultato promettente in laboratorio può comunque rivelarsi inefficace negli studi sull’essere umano, sollevare preoccupazioni per la sicurezza o essere soggetto a restrizioni regolatorie.

L’approccio di Roche combina un portafoglio di progetti più ristretto con un uso più ampio dell’IA. Questa combinazione potrebbe aiutare l’azienda a destinare capitali ai candidati sostenuti da evidenze più solide. Roche dovrà però fare i conti anche con i limiti dei modelli predittivi, soprattutto quando i sistemi biologici si comportano diversamente dai modelli rilevati nei dati esistenti.

La Svizzera attende i risultati

Il traguardo di Roche per il 2030 sarà valutato sulla base dei farmaci approvati e dei risultati per i pazienti, non del numero di sistemi di IA impiegati. L’azienda ha fissato un obiettivo ambizioso: entro quattro anni dal Pharma Day del 2026, potrebbero arrivare sul mercato fino a 20 nuove sostanze attive.

Per la Svizzera, raggiungere il traguardo rafforzerebbe il ruolo di Basilea quale centro mondiale della ricerca farmaceutica e manterrebbe nel Paese attività di sviluppo ad alto valore aggiunto. Potrebbe inoltre portare nuove terapie ai pazienti, comprese le persone affette da cancro e da altre malattie gravi. Questi benefici restano subordinati alle evidenze raccolte negli studi clinici e alle decisioni delle autorità regolatorie e sanitarie.

La strategia dovrà superare prove concrete. Roche deve garantire flussi di dati affidabili tra i team computazionali e i laboratori, proteggere le informazioni sensibili sulla ricerca e assicurarsi che le raccomandazioni generate dall’IA possano essere spiegate e riprodotte. I ricercatori devono inoltre individuare gli errori prima che incidano su costosi studi o sulle cure ai pazienti.

Le cifre comunicate dall’azienda offrono un primo parametro di valutazione. Roche riferisce risultati migliori nella Fase III, tempi di sviluppo più brevi e una pipeline con diversi programmi prossimi alla valutazione regolatoria. Nei prossimi quattro anni, investitori e pazienti potranno vedere se questo modello operativo saprà trasformare previsioni ed esperimenti in farmaci approvati.