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Swiss Observer

Le elettrici e gli elettori lucernesi sostengono misure più severe contro la violenza nel calcio

Le cittadine e i cittadini lucernesi hanno approvato misure più severe contro la violenza legata alle partite di calcio. Alla fine hanno preferito il controprogetto preventivo del parlamento a un’iniziativa più punitiva.

AI28 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Le elettrici e gli elettori lucernesi sostengono misure più severe contro la violenza nel calcio
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Il 74.8% ha sostenuto il controprogetto lucernese, dando al parlamento cantonale un chiaro mandato per rafforzare la risposta alla violenza legata alle partite dell’FC Lucerna. Le elettrici e gli elettori hanno approvato anche l’iniziativa del Centro, con il 52.8%, ma nel confronto tra i due testi hanno scelto l’alternativa parlamentare. Nella domanda sussidiaria, il 58.8% ha optato per il controprogetto. La partecipazione al voto è stata del 48.7%.

Il risultato offre a Lucerna un nuovo quadro giuridico per affrontare i disordini legati al calcio, lasciando spazio al lavoro di prevenzione. Il modello approvato combina sorveglianza e dialogo e attribuisce maggiori responsabilità ai club. Evita inoltre i controlli d’identità, una misura che richiederebbe un coordinamento sovracantonale.

Questa scelta è importante perché la sicurezza legata al calcio in Svizzera si estende oltre i confini cantonali e nazionali. I tifosi si spostano, le forze di polizia coordinano i propri interventi tra giurisdizioni e i club dipendono da accordi che vanno oltre l’organizzazione delle partite. La votazione lucernese riguardava quindi più della condotta dei tifosi attorno alla Swissporarena: ha messo alla prova fin dove può spingersi un Cantone da solo, mantenendo al contempo una politica compatibile con gli sforzi nazionali.

La nuova combinazione: dialogo, club e telecamere

Il controprogetto pone la prevenzione al centro dell’intervento. Il pacchetto punta sul dialogo, sulla responsabilità dei club e sulla videosorveglianza, affiancandoli alla facoltà delle autorità di intervenire quando si verificano episodi di violenza. Il parlamento ha presentato questa combinazione come una risposta concreta agli incidenti legati alle partite dell’FC Lucerna.

Il dialogo assegna ai club e alle autorità un ruolo formale prima che i disordini raggiungano le strade. Una maggiore responsabilità dei club può influire sul modo in cui gli organizzatori collaborano con tifosi, addetti alla sicurezza e polizia. La videosorveglianza offre uno strumento di monitoraggio e di raccolta di prove, permettendo alle autorità di documentare gli incidenti e seguire gli eventi nelle zone attorno agli stadi. La fonte non precisa le regole tecniche o operative delle telecamere: sarà quindi l’attuazione a determinare la portata della misura.

Prima del voto, il Centro aveva criticato questo approccio, sostenendo che si limitasse in gran parte a codificare nella legge la prassi attuale e non introducesse uno strumento nuovo e decisivo. Le elettrici e gli elettori hanno comunque accordato al controprogetto un sostegno nettamente superiore a quello dell’iniziativa. Il margine indica che la popolazione lucernese voleva misure più incisive, accettando però un quadro che unisce sicurezza, prevenzione e collaborazione.

Lucerna si scontra con i limiti dei poteri cantonali

I controlli d’identità restano esclusi dal nuovo accordo lucernese. Il controprogetto non li introduce perché il loro impiego richiederebbe un coordinamento nazionale. Questo limite ha influenzato il dibattito politico prima del voto e riflette un problema più ampio della sicurezza legata al calcio in Svizzera: le autorità cantonali possono disciplinare le procedure locali, ma i tifosi e gli incidenti superano spesso i confini cantonali.

Il governo lucernese e gli altri partiti favorevoli al controprogetto hanno sostenuto che l’iniziativa affrontasse solo alcuni aspetti del teppismo. Hanno inoltre affermato che non fosse sufficientemente coordinata con gli sforzi nazionali e che sarebbe quindi risultata inefficace. Il Centro ha contestato questa valutazione, affermando che la proposta del parlamento comportasse cambiamenti troppo limitati.

Ora il confronto si sposta dalle urne all’attuazione. Lucerna dovrà definire come i club assumeranno maggiori responsabilità, come funzionerà concretamente il dialogo e quali regole disciplineranno la sorveglianza. Anche la collaborazione tra polizie sarà importante quando i tifosi in trasferta collegheranno gli incidenti a Lucerna con eventi altrove. Una misura efficace soltanto all’interno del Cantone potrebbe rivelarsi insufficiente di fronte a comportamenti organizzati su più giurisdizioni. Il voto ha definito la direzione, mentre i dettagli amministrativi ne determineranno la portata.

Gli altri Cantoni seguiranno questo banco di prova

Il risultato lucernese si inserisce in una più ampia svolta svizzera verso misure più severe per la sicurezza nel calcio. Le autorità svizzere hanno già discusso misure come la chiusura parziale degli stadi, mentre Cantoni e club continuano a cercare modi per contenere la violenza senza penalizzare chi assiste regolarmente alle partite. Il voto lucernese aggiunge a questo dibattito nazionale un mandato democratico a livello locale.

La formula politica adottata potrebbe attirare l’attenzione di altri Cantoni. Un pacchetto che unisce sorveglianza, prevenzione, dialogo e obblighi per i club può offrire ai governi cantonali un modo per rispondere alle preoccupazioni dell’opinione pubblica senza affidarsi a un’unica misura punitiva. Il forte sostegno del 74.8% al controprogetto gli conferisce un peso politico, anche se la votazione non stabilisce se ciascuna misura ridurrà la violenza.

Gli altri Cantoni osserveranno diversi aspetti: se i club accetteranno le responsabilità aggiuntive, se polizia e organizzatori riusciranno a condividere le informazioni in modo efficace e se le telecamere produrranno prove utilizzabili nel rispetto delle garanzie legali. Valuteranno anche i costi e gli effetti sui rapporti con i tifosi. Il risultato non si può copiare meccanicamente, poiché stadi, reti di trasporto e accordi locali sulla sicurezza variano da un luogo all’altro. Può però fornire un punto di riferimento nei dibattiti cantonali su dove finisca la prevenzione e inizi l’intervento repressivo.

Ora le autorità devono dimostrare che il modello funziona

La votazione ha dato il via libera, ma non ha definito una politica di sicurezza completa. Le elettrici e gli elettori lucernesi hanno approvato entrambe le proposte, scegliendo poi il controprogetto e indicando chiaramente la preferenza per l’approccio del parlamento. La fase successiva consisterà nel tradurre gli impegni generali in regole applicabili durante le partite da club, polizia, tifosi e autorità locali.

Questo lavoro metterà in luce i principali punti critici del modello. Per influenzare i comportamenti, il dialogo dovrà andare oltre gli incontri. Le responsabilità dei club dovranno essere abbastanza precise da poter essere fatte rispettare e abbastanza eque da ottenere collaborazione. La videosorveglianza dovrà contribuire alla sicurezza pubblica rispettando le norme svizzere sulla protezione dei dati. Le misure di polizia dovranno restare coordinate con i Cantoni vicini e con gli sforzi nazionali, soprattutto quando sono coinvolti tifosi in trasferta.

Anche l’equilibrio politico è importante. L’iniziativa del Centro ha ottenuto il 52.8%, mostrando che anche una maggioranza sosteneva una via autonoma più severa. Il 58.8% nella domanda sussidiaria ha dato la precedenza al controprogetto, ma non ha cancellato la richiesta di misure più incisive. Le autorità lucernesi dovranno quindi affrontare pressioni in entrambe le direzioni: dimostrare che prevenzione e collaborazione producono risultati e provare che il nuovo quadro comporta conseguenze concrete quando si verificano episodi di violenza.